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Marchi genetici di violenza nelle generazioni future rivelano una scoperta sorprendente

14 Marzo, 2025

Uno studio recente mostra che il trauma delle generazioni passate può lasciare tracce nel nostro DNA.

La violenza non lascia solo cicatrici nel corpo e nella mente, ma può anche segnare il nostro DNA. Uno studio affascinante pubblicato sulla rivista Scientific Reports ha rivelato che le donne sopravvissute al massacro di Hama in Siria nel 1982 hanno trasmesso modifiche genetiche ai loro discendenti. Questo fenomeno, che in precedenza era stato documentato solo negli animali, mostra come lo stress e il trauma possano lasciare tracce nel genoma umano.

Durante il massacro, che ha portato alla morte di tra 10.000 e 25.000 persone, la violenza è stata una costante nella vita di molti siriani. Ora, i ricercatori hanno trovato 14 aree nel genoma dei nipoti delle sopravvissute che sono state alterate in risposta alle esperienze traumatiche delle loro nonne. Cosa significa questo per la comprensione di come il trauma influisca sulle generazioni future?

Marcatori epigenetici: tracce del trauma nel DNA

L’autrice principale dello studio, Connie Mulligan, ha sottolineato che «i nipoti di donne incinte durante l’assedio, che non hanno mai vissuto la violenza, portano ancora i loro segni nel genoma». Questo suggerisce che il trauma può avere ripercussioni che vanno oltre l’esperienza diretta. Mulligan sostiene che comprendere questo processo dovrebbe promuovere una maggiore empatia verso coloro che subiscono violenza e far sì che i responsabili delle politiche prestino maggiore attenzione a questi problemi.

Lo studio è stato condotto con la collaborazione di ricercatori di diverse università e si è concentrato su tre generazioni di immigrati siriani in Giordania. I campioni di DNA sono stati raccolti da donne incinte durante l’assedio e dai loro discendenti, così come da famiglie che erano emigrate prima del 1980, evitando anni di violenza.

Implicazioni per la salute e altre forme di violenza

I risultati sono sorprendenti: sono stati identificati 21 siti epigenetici in coloro che hanno subito violenza.

Gli individui esposti al trauma nel grembo materno hanno mostrato segni di invecchiamento epigenetico accelerato, il che potrebbe predisporli a malattie legate all’età. Questo studio non solo fa luce sull’esperienza dei rifugiati, ma solleva anche interrogativi sulla violenza in diverse forme, come la violenza domestica e sessuale.

La scienza ci mostra che le nostre storie familiari possono essere incise nel profondo del nostro essere, ed è responsabilità di tutti affrontare questi temi con serietà ed empatia.

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