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Le foche dimostrano consapevolezza nel loro immersione regolando la durata in base all’ossigeno nel sangue.

1 Aprile, 2025

Un nuovo studio rivela che le foche possono regolare consapevolmente le loro immersioni, rilevando l’ossigeno nel loro sangue e adattando il loro comportamento di immersione.

Quando pensiamo a foche, la prima cosa che ci viene in mente sono le loro acrobazie in acqua e il loro aspetto adorabile. Ma sapevi che questi mammiferi hanno un’abilità sorprendente nel gestire il loro ossigeno mentre fanno immersioni? Un recente studio ha rivelato che le foche non si immergono solo per istinto; possono adattare il loro comportamento in base ai livelli di ossigeno nel loro sangue.

La ricerca, pubblicata nella prestigiosa rivista Science, suggerisce che le foche sono in grado di percepire l’ossigeno nel loro sistema e modificare il loro comportamento di immersione in risposta a queste sensazioni. Per mettere alla prova questa teoria, i ricercatori hanno allestito una camera di respirazione in una piscina dove giovani foche venivano studiate prima di essere restituite al loro habitat naturale.

Un esperimento affascinante

In questa camera, le foche si proteggevano dal vento e dalla pioggia mentre si abituavano al loro nuovo ambiente. Secondo Chris McKnight, uno degli autori e fisiologo dell’Università di St. Andrews, gli animali hanno imparato rapidamente a respirare principalmente all’interno della camera, ma avevano la possibilità di immergersi fino a 60 metri per accedere a una fonte di cibo illimitata.

Una volta familiari con lo spazio, gli scienziati hanno iniziato a modificare i livelli di ossigeno nella camera. McKnight spiega che hanno eseguito questo processo con molta attenzione, per osservare l’effetto sul comportamento delle foche. I risultati sono stati sorprendenti: la durata delle loro immersioni si è correlata positivamente con i livelli di ossigeno nel sangue, ma non con il diossido di carbonio o il pH.

Questo suggerisce che le foche non reagiscono solo alla mancanza di ossigeno; sono cognitivamente consapevoli dei livelli di ossigeno circolante, il che consente loro di modificare il loro comportamento di immersione. Ad esempio, quando sono state esposte a concentrazioni di CO2 molto più alte del normale, il loro tempo di immersione non è stato influenzato. Tuttavia, modificando la concentrazione di ossigeno, hanno effettivamente regolato la durata delle loro immersioni.

McKnight suggerisce che questo potrebbe indicare che le foche rispondono ai livelli di O2 regolando la loro frequenza cardiaca o la loro respirazione, mostrando così un’impressionante capacità di adattamento al loro ambiente. Nonostante queste scoperte, alcuni scienziati che non hanno partecipato allo studio sottolineano che sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere appieno questo processo cognitivo e determinare se il modo in cui le foche gestiscono le loro immersioni sia unico tra i mammiferi marini.

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