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Uno studio rivela che gli alimenti senza glutine possono essere meno salutari di quanto pensi.

15 Marzo, 2025

Un’analisi recente ha confrontato prodotti con e senza glutine, rivelando sorprese sul loro valore nutrizionale che potrebbero cambiare la tua dieta.

La ricerca di un’alimentazione più sana ha portato molti a optare per prodotti senza glutine, ma un nuovo studio ha messo in dubbio questa scelta. Un’analisi che ha confrontato 39 alimenti con e senza glutine ha trovato che, in realtà, i prodotti senza glutine tendono a contenere meno nutrienti e più zuccheri, il che contraddice l’idea che siano l’opzione più sana.

Pubblicata nella rivista Plant Foods for Human Nutrition, la ricerca suggerisce che i benefici attribuiti alle diete senza glutine, come la perdita di peso e il controllo del diabete, sono sovrastimati. Gli alimenti senza glutine, spesso più processati, tendono ad avere meno fibra, meno proteine e, di conseguenza, un maggiore contenuto di zuccheri. Questo potrebbe contribuire all’aumento dell’indice di massa corporea (IMC) e a carenze nutrizionali nelle persone che li consumano.

Il dilemma del glutine

Negli Stati Uniti, un alimento è considerato senza glutine se contiene meno di 20 parti per milione di questa proteina. Generalmente, questi prodotti escludono ingredienti come il grano, il segale e l’orzo, che sono ricchi di un polisaccaride chiamato arabinossilano. Questo composto è benefico per la salute intestinale, migliora la digestione e aiuta a regolare i livelli di zucchero nel sangue.

Tuttavia, c’è un’eccezione notevole: il pane senza glutine che contiene semi, il quale presenta un contenuto di fibra significativamente più alto, raggiungendo fino a 38,24 grammi per ogni 100 grammi. Questo è dovuto al fatto che i produttori stanno incorporando ingredienti come pseudocereali e quinoa per compensare la naturale mancanza di fibra nei loro prodotti.

Nonostante questa eccezione, la qualità nutrizionale dei prodotti senza glutine varia ampiamente tra marche e regioni, rendendo difficile affermare che tutti siano superiori alle loro controparti con glutine.

Originariamente, la dieta senza glutine era raccomandata solo per coloro che soffrivano di celiachia o allergia al grano. Tuttavia, dalla fine degli anni 2000, l’idea che questa dieta possa offrire benefici per la salute, anche per chi non ha intolleranze, si è diffusa. Influencer e celebrità hanno promosso questa tendenza, aumentando la domanda di prodotti senza glutine e generando un mercato globale che nel 2024 ha raggiunto i 7,28 miliardi di dollari.

Recentemente, uno studio dell’UESB in Brasile ha rivelato che, sebbene i prodotti senza glutine tendano ad avere un minore contenuto calorico, mancano anche di carboidrati, grassi, proteine e fibra rispetto ai prodotti che contengono glutine. Inoltre, il costo di questi alimenti può essere fino a un 110% più elevato rispetto alle loro versioni con glutine, il che solleva interrogativi sulla loro relazione costo-beneficio.

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